martedì 28 giugno 2011

2 § 6.01 Famà Helicopters Kiss 209M








Ozzano d'Emilia 2011, un evento atteso per gli appassionati ed i costruttori, un rendez-vous in cui si respira la passione per il volo, per i motori e l'elettronica. Anche quest'anno non ha deluso, anzi si riconferma uno degli eventi più interessanti e ricchi per il settore. Sono presenti molti prototipi nati da progetti ancora in erba ed altri già ben avviati con un bagaglio di parecchie ore alle spalle ed una produzione ben avviata. E' il caso della Famà helicopters, nato dalla mente di un progettista brillante, quanto roccambolesco e pieno di energie ideative, intellettive e fisiche. E' l'impressione che da subito trasmette Nino Famà, padre, ideatore e realizzatore del progetto. Una persona simpaticissima, di quelle con cui da subito ci si trova a proprio agio, attento ad ogni particolare. Proprio questa, l'attenzione al particolare ed alla semplicità nella stessa misura, sembra la linea accolta nella progettazione e nella costruzione dell'elicottero. Una sagoma originale, priva di fronzoli, aerodinamicamente filante, ma nel contempo solida e comoda. Tant'è che la prima impressione che si riceve non appena si entra nell'abitacolo del KISS 209M è la comodità, la morbidezza e la bellezza dei sedili in pelle adottati. La seconda cosa che salta all'occhio é la strumentazione digitale estremamente razionale e completissima di informazione. Così se il primo pensiero che viene in mente è "ma quanto è comodo quest'elicottero", il secondo rimanda all'elettronica: "quest'elicottero ha proprio tutte le diavolerie elettroniche di ultima generazione". L'avvio della turbina genera un sibilo che invita immediatamente a concentrarsi nella posizione di volo e a considerare tutti i parametri necessari. Ci vuole qualche secondo per adattarsi, ma ci si riesce senza nessun problema. Il decollo è sicuro e veloce, tant'è che si ci trova subito proiettati in aria godendo poco della posizione di hovering. Qualche secondo per prendere quella particolare confidenza con il mezzo, un trade-off tra ardimento e prudenza, dopodichè si riescono quanto meno a percepire le qualità di guida del mezzo. 


Tanto originale è il disegno , quanto la guida è notevolmente sorpredente ed elastica. L'impressione è che quest'elicottero si calzi come un guanto anzichè condurlo. Le potenze sono allineate con tutti gli altri elicotteri a turbina (la motorizzazione è pressochè universale per quasi tutta la fattispecie di veivoli a turbina), tuttavia nell'immediato traspaiono non le prestazioni, quanto piuttosto l'elasticità ed il confort di volo: ci si trova a determinate velocità ed altitudini senza accorgesene, tanto è l'assenza di strappi o di vibrazioni. E' pur vero che la condotta di Nino è sicura e senza esitazione, mai esasperata, ma è anche innegabile che qualcosa è da rendere sicuramente al mezzo. L'unicità del veivolo è innegabile sia per l'ideazione che per il disegno: il carrello retrattile (mai visto su un elicottero ulm) utile e versatile per gli spostamenti a terra, la strumentazione all'avanguardia, la conformazione originalissima della cabina più adatta al volo traslato che in hovering, l'esistenza di un vano bagaglio, il costante monitoraggio elettronico delle componenti, particolari che possono rilevarsi vincenti in fatto di confort, praticità e riduzione di manutenzione (è possibile visitare il sito della casa - madre per le delucidazioni in merito).




Le riproduzioni immediatamente sopra si riferiscono alla brochure della strumentazione che equipaggia il veivolo, strumentazione che sicuramente può definirsi originale, all'avanguardia, nonchè di semplicissima gestione ed agevole controllo. Per completezza di trattazione sembra coerente inserire anche la brochure della casa - madre dell'elicottero in considerazione, importante per le informazioni aggiuntive e per i dati tecnici riportati (subito sotto):



A Ozzano, in occasione della manifestazione "Cielo e Volo" per l'anno 2011, con un piccolo contributo spese da ritenersi appena sufficienti a coprire i costi, è stato possibile effettuare un giro di circa 17 minuti accompagnati dallo stesso Nino, cosa che per un appasionato del settore è  ragione sufficiente per affrontare anche stancanti spostamenti in automobile. In attesa della speranza di porter visitare la fabbrica Famà per poter fornire altre delucidazioni senz'altro interessanti, l'invito è di monitorare costantemente il sito della fabbrica madre al fine di valutare i progressi della macchina e le future manifestazioni, ove la stessa sarà presente, anche in virtù del fatto di godere della possibilità di fare la conoscenza di un simpaticissimo imprenditore e sportivo che sta ponendo una pietra miliare nella storia economica ed industriale della nostra piccola, ma generosa Italia.