Si tratta di un interessante elicottero ulm ormai di consolidata produzione. Ogni esame preliminare del mezzo non può prescindere senza aver consultato il sito della casa madre (http://www.yoyohelicopter.eu/). Queste pagine web risultano particolari non solo per i dettagli di natura tecnica riportati, ma anche per il fatto che vengono considerati e confrontati i più noti elicotteri ulm attualmente in produzione (http://www.yoyohelicopter.eu/public/SubChan_02_I/134.asp). Al di sotto si sono riportate inoltre le brochure gentilmente concesse per rendere la trattazione più esauriente.
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| brocure 1 : la presentazione dello Yo-Yo |
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| brocure 1 : la presentazione dello Yo-Yo |
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| brochure 2: i dati tecnici |
Una curiosità alquanto interessante è il confronto tra la scocca dell'elicottero presentato pressochè nuda e l'elicottero finito. Per quanto è stato possibile si sono riportati quanti più dettagli si è stati in grado di rappresentare. Questo ha permesso di osservare alcuni particolari che diversamente non era possibile notare, come ad esempio la composizione delle strutture che si potrebbero definire portanti, la dislocazione dei comandi, parecchi elementi essenziali e il loro posizionamento. Cliccando sulle fotografie al di sotto è possibile ingrandirle al fine di accrescere la risoluzione, ogni altro commento potrebbe essere rindondante.
2 § 1.02 TEST IN VOLO
13.09.2016 : è un bel martedì di settembre, festa del patrono in quel di Romano di L.dia, non si lavora. Ho fissato precedentemente l'appuntamento con Erik Kustatscher, so che ha sostituito l'elicottero, ma non ho idea di cosa abbia scelto. Mi precipito in auto, è mattina presto, imbocco velocemente l'autostrada diretto a Caposile. Quando giungo a destinazione, sorpreso, osservo che la scelta è caduta sullo Yo-Yo. Ad intuito percepisco che si tratta di un mezzo impegnativo, ma realizzo che le cognizioni all'utilizzo di questo mezzo consentirebbero un apprendimento completo al pilotaggio. Così propendo per volare circa un'ora e mezza, così è. Le prime intuizioni sono abbastanza corrette, appena acceso, ci si dimentica di volare immediatamente: il motore deve essere riscaldato per qualche minuto. Quando si raggiunge la temperatura di funzionamento, si può decollare. Il motore a scoppio ha questa peculiarità. Non appena sollevati da terra, mi rendo conto che non sono in grado di mantenere in hovering il mezzo, il doppio comando, caratteristico per questo (e per il blasonato R22) è di tipo comune, mi rinviene la definizione "osso di pollo". Penso tuttavia che è bene imparare anche questo comando, giacchè è pressochè uno standard. Mi cimento. Tuttavia faccio una difficoltà al momento preoccupante all'hovering: molto più pedale destro, il comando del ciclico a sinistra a novanta gradi fino all'equilibrio. Inusuale per me, ma reputo sia importante imparare e controllare il tutto. In volo traslato il comportamento è nella media, bisogna tuttavia anche lì agire molto più sui pedali. Eseguo qualche giro pista, prendo confidenza con il mezzo, tuttavia anche l'itruttore comprende le mie difficoltà, mi corregge e mi aiuta. Questo elicottero non sempre è intuitivo, è bene esercitarsi e questa può essere un'ottima occasione. Sono molto interessato sia al mezzo sia alle indicazioni dell'istruttore. La cosa non mi spaventa, conosco Erik e ne ho una fiducia illimitata, le mie fatiche possono essere ricompensate dalla consapevolezza che si manovra con qualcosa che ha rappresentato e rappresenta tuttora un modello di volo pressochè ovunque diffuso, uno standard. La lezione svanisce nelle manovre usuali di allievo, finchè chiedo di poter vedere un'autorotazione. Lungi da me il pensiero di poterla eseguire da solo, è Erik che con la consuetudinaria abilità la imposta e la porta a termine. Nel frattempo eseguo un filmato ad uso didattico personale, mi aiuterà a ripercorrere nella mente tutte le fasi. Questo elicottero ha un modello di volo che si discosta dai tradizionali, un pò più complesso. Tuttavia l'impressione restituita è che a bordo ci sia tutto, che l'evoluzione ha richiesto parecchio studio fino a divenire un classico, senza il quale non si possa discutere. Queste le primissime impressioni, spero a breve di poter cogliere l'occasione per riuscire a tracciare linee più precise.
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| fotografia 1 : 2 § 1.02 TEST IN VOLO, il libretto |
| fotografia 3 : 2 § 1.02 TEST IN VOLO, particolari |
| fotografia 4 : 2 § 1.02 TEST IN VOLO, l'abitacolo |
3 § 1.03 Nuovo TEST in volo della versione avanzata (Beta 3)
14.09.2017 : un anno dopo, è trascorso un anno dall'ultima visita a Caposile da Erik. Di nuovo dove lavoro è festa del paese, (Romano di L.dia lo considero paese), di nuovo desidero volare con l'elicottero, di nuovo mi piacerebbe farlo a Caposile da Erik che ogni volta mi accontenta su quasi tutto quando è regionevole farlo. E' trascorso un anno e mi sento invecchiato, ma più saggio e con maggior esperienza, soprattutto sul dominio di me stesso. Oggi è stata la dimostrazione di questo, ma credo che il caro Erik non vi abbia fatto caso. Ho volato la mattina per circa un'ora e mezza (90 minuti continuativi) e la cosa che mi ha sopreso è stato l'autocontrollo mantenuto e la notevole calma nel controllo del mezzo. Un anno è passato per l'appunto. La giornata ha visto diversi trasferimenti in quota di crociera (circa 500 / 600 ft) ad una velocità di crociera (circa 60/70 kn). L'elicottero è sempre lo Yo-Yo, una beta, beta 3 come la chiama l'istruttore. Personalmente la trovo notevolmente migliorata nel controllo sia in hovering sia in traslazione dall'hovering. Anzi questo elicottero (matricola I-CBB1) ritengo sia proprio adatto per far da scuola, estremamente flessibile e docile, senza tutte le difficoltà riscontate sull'altra versione, una maggiore sincronizzazione che aiuta ad accrescere il piacere al volo e l'invito si estende in modo continuativo. Mi permetto di dire che questo è proprio un bel elicottero: classico, economico per autonomia e costo di gestione, motore a scoppio stracollaudato, comandi sobri, come gli inglesi fanno in meccanica. C'è tutto, addirittura il trim, sebbene io abbia sempre sostenuto che il trim non serve a nulla e chi lo usa è perchè non sappia volare o semplicemente si è stufato di sentire i dolci sussurri del veivolo, così piacevoli e compenetranti da costituire un tutt'uno, l'estensione del proprio sentire. Si diceva qualche trasferimento nei pressi di Jesolo, andata e ritorno a Caposile, qualche hovering sull'aviosuperficie (LIKE la chiama Erik, penso sia cambiato qualcosa), decolli ed atterraggi su strade o luoghi impervi, le solite procedure che consentono di formare un pilota completo, considerate le limitazioni proprie del veicolo. Insomma un bel programma, di quelli che solo il mio istruttore sa archittettare. Questa versione di modello dell'elicottero (Yo-Yo beta 3) è stata una sorpresa per maneggevolezza, precisione, sincronia, tanto da riscoprire il piacere di volare, di cimentarsi in manovre a terra che tra l'altro sono riuscitissime : questo è merito del veicolo o di Erik e non penso certo dell'allievo giacchè con un'altra versione non vi sarebbe riuscito probabilmente, tanto da farmi esclamare :"c..., Erik, ma questo va da solo", cosa che nel gergo personale significa che va tutto proprio bene e che sono a mio agio. In figura sotto, la rappresentazione grafica del nuovo mezzo:
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| fotografia 5 : 3 § 1.03 , la versione avanzata, vista esterna |
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| fotografia 6 : 3 § 1.03 , la versione avanzata, vista esterna da altra prospettiva |
- {14.09.2017, 3 § 1.03 } Criticità

Consigli e note
da
Erik Kustatscher
(in fotografia 6, 3 § 1.03 .
a fianco )
Durante i tests ho notato alcune criticità, essenzialmente annoverabili in tre fattispecie :
- l'accensione /spegimento ;
- il decollo per la messa in hovering ;
- il decollo tradizione con traslazione dalla pista ;
Prontamente Erik Kustatscher ha sciolto ogni dubbio (si precisa che ogni filmato è da intendere ad uso puramente didattico). Per quanto riguarda il primo punto si tratterà da prima le procedure dell'accensione quindi quelle relative allo spegnimento. Erik ha redatto una personale check che contempla tutte le fasi, in figura sotto (fotografia 8, 3 § 1.03) :
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| fotografia 8 : 3 § 1.03 check list personalizzata da E. K. |
Il filmato subito sotto, ritrae le fasi dell'accensione dalla check, {14.09.2017, 3 § 1.03 , filmato - accensione -}:
e logicamente in modo complementare le fasi dello spegnimento, {14.09.2017, 3 § 1.03 , filmato - spegnimento -} :
Per quanto riguarda il secondo punto delle criticità della § {rubrica Consigli e note da Erik Kustatscher}, la messa in hovering da terra va effettuata con aggiustamenti leggeri dal collettivo in modo da avvertire millimetrici sollevamenti del mezzo e quindi delicatissimi aggiustamenti, anche in senso rotativo, con il ciclico in modo tale da bilanciare il mezzo in posizione idonea per il successivo sollevamento e il classico atteggiamento di mantenimento in hovering in effetto suolo dell'elicottero. E' una procedura alquanto delicata idonea ad evitare di "trappare" l'elicottero (come in gergo si suol dire, o come E.K. dice sempre). Con questo elicottero una non corretta messa in hovering genera una fastidiossima sensazione e l'allievo avverte un grosso pericolo, che in ogni caso non sempre può essere effettivo. E' parere di chi scrive che il fenomeno sia legato alla particolare forma del comando del ciclico che non consentirebbe una immediata collocazione ortodossa della posizione dello stesso. Chiaramente l'allievo non trovando un immediato riferimento sul ciclico, si trova nella necessità di effettuare centellinati aggiustamenti, operando direttamente a terra sull'elicottero mediante sincronismi tra collettivo e ciclico. In ogni caso questa è una procedura standard che va adottata con qualunque mezzo.






